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guida dei film in uscita il 06/11/2009  

Debutta finalmente nelle sale italiane questo weekend il nuovo, grandissimo film di Michael Mann. A fargli compagnia, la stralunata commedia di Grant Heslov con George Clooney vista a Venezia, il ritorno di un Jack Black "preistorico" e i nuovi film di Alessandro Angelini e Alessandro Di Robilant.


guida dei film in uscita il 30/10/2009  

La stagione entra nel vivo, ed ecco che nelle sale fanno il loro debutto il nuovo, attesissimo film di Spike Jonze sceneggiato assieme a Dave Eggers, la Palma d'Oro dell'ultimo Festival di Cannes e il nuovo documentario di Michael Moore. Ma anche il film che racconta le ultime esibizioni di Michael Jackson, il ritorno di Federico Moccia e un cartone per i più piccoli.


Federico Moccia racconta il suo nuovo film, Amore 14  

Dopo il successo commerciale del suo esordio Scusa ma ti chiamo Amore, lo scrittore Federico Moccia torna alla regia con Amore 14, ancora una volta film tratto da un suo romanzo. Protagonista della storia è la tredicenne Carolina, che si trova ad affrontare le prime esperienze sentimentali e di conseguenza entrare nel mondo vertiginoso degli adolescenti.


guida dei film in uscita il 9/10/2009  

Dopo l'esordio veneziano, debutta nelle sale il thriller italiano La doppia ora, che dovrà vedersela con la concorrenza casalinga del kolossal "storico" di Martinelli dedicato a Federico Barbarossa, con il bambino misterioso di Ozon, con la rievocazione di Woodstock firmata Ang Lee, col ritorno al cinema di Nia Vardalos e degli studenti canterini e ballerini della New York High School of Performing Art


Il grande sogno, recensione del film di Michele Placido   

È attraverso le vicende di tre giovani protagonisti (Luca Argentero, Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio) che Michele Placido racconta il “suo” Sessantotto, il sogno che lo contraddistinse e le barriere contro il quale lo stesso andò ad infrangersi. Proveniente da una famiglia borghese, cattolica e tradizionalista, Laura inizia a sentirsi sempre più vicina a quel movimento studentesco che occuperà di lì a breve la sua università, La Sapienza. Avvicinandosi al movimento si avvicina anche all’agguerrito e irrequieto Libero, uno dei leader del movimento.


Il cattivo tenente: ultima chiamata New Orleans   

S’irrigidisce, Werner Herzog, se si definisce il suo film un remake di quello di Abel Ferrara. Per il regista tedesco si tratta di tutto un altro film, completamente slegato e indipendente, che parla d’altro. E tutti i torti non gli si possono dare, considerato il fatto che l’unico reale punto di contatto tra i due film è il fatto di avere come protagonista un poliziotto drogato e spesso e volentieri immorale, appassionato di scommesse.


Cosmonauta, la recensione del film di Susanna Nicchiarelli  

Luciana è un’adolescente che ha ereditato la fede comunista dal padre defunto, che sogna ad occhi aperti di fronte ai recenti successi della cosmonautica sovietica assieme al fratello Arturo, malato e tontolone, che inizia a frequentare la sezione di quartiere del PCI scontrandosi in questo modo con i primi amori, con il maschilismo, con i momenti agri e dolci della vita.


2012, in esclusiva 3 nuovi poster in alta risoluzione, Guarda le immagini! 

Mancano ormai poco più di 2 mesi all'uscita di 2012 l'attesissimo film catastrofico di Roland Emmerich. Nell'attesa vi offriamo 3 nuovi poster che potete vedere in formato ad alta risoluzione.


Drag Me to Hell - la recensione 

Sono trascorsi quasi trent’anni da quando Sam Raimi fece conoscere il suo nome in tutto il mondo con La casa, e quasi venti dall’ultimo capitolo di quella trilogia, L’armata delle tenebre. Da allora il regista che sul set si veste sempre in giacca e cravatta come Hitchcock, l’horror puro (o perlomeno puro come lo intende lui) non l’aveva più affrontato. Per questo era grande la curiosità che circondava Drag Me to Hell: ci si chiedeva se gli anni e il lavoro con i grandissimi budget di Spider-Man avessero minato la mano di Raimi, la sua capacità di giocare con il genere, di lavorare con scale produttive più ridotte, di possedere ancora quelle riserve di creatività ed inventiva che l'hanno reso un icona per tutta una generazione di amanti del cinema dell'orrore. È un piacere constatare che la risposta è assolutamente negativa: Drag Me to Hell è un film divertentissimo e dal ritmo irresistibile, con il quale il regista si conferma un talento unico nel mescolare ed intrecciare in maniera indissolubile la paura, lo spavento, persino il disgusto con l’ironia, la causticità e la risata.


recensione: segnali dal futuro 

Alex Proyas avrebbe davvero potuto essere uno dei grandi “occhi” del cinema fantastico contemporaneo. La sua capacità di costruire situazioni angosciose e atmosfere sinceramente lugubri ha sfornato negli anni momenti di grande cinema: pensiamo ad esempio all’affascinante Dark City, il suo lavoro più personale, capace di elaborare con enorme coerenza estetica una visione di “utopia negativa” tra le più ammalianti viste al cinema in tempi recenti. Ma anche Il corvo e Io, Robot avevano al loro interno sprazzi di notevole ricercatezza visiva e di padronanza stilistica.


G.I. Joe - La nascita dei Cobra, la recensione  

Dopo il discreto ma non fragoroso successo ottenuto al botteghino estivo americano, ecco arrivare anche nelle nostre sale G.I. Joe – La nascita dei Cobra, riduzione cinematografica dello storico prodotto della Hasbro, industria che dopo il successo planetario della saga di Transformers ha evidentemente intenzione di sfruttare il cinema come veicolo di marketing per rilanciare i suoi celeberrimi giocattoli. Al timone dell’operazione è stato chiamato Stephen Sommers, cineasta che in passato ha (a nostro avviso impropriamente) tentato di fondere due generi cinematografici ben distinti come l’action e l’horror, sfornando megaproduzioni roboanti ma scentrate come i primi due mediocri capitoli de La mummia ed il pessimo Van Helsing.


Recensione  film: il messaggero

I primissimi minuti de Il messaggero sono bizzarramente dissonanti, fuorvianti rispetto al resto del film. Dopo l’abusata e sempre ambigua dicitura “tratto da una storia vera”, ecco che la scelta del regista Cornwell, al suo primo lungometraggio, è quella d’introdurci una Virginia Madsen (che come sempre non sfigura nella sua interpretazione) in versione finto-documentaristica, madre intervistata da una televisione che racconta delle terribili vicende al centro del film.


Recensione  film: Immagina che

A ben guardare, il talento comico di Eddie Murphy è uno dei patrimoni “artistici” che sia Hollywood che lo stesso attore hanno maggiormente sprecato in questi ultimi anni. Se pensiamo alla carica eversiva ed all’istrionismo sboccato degli inizi, in lavori epocali come Una poltrona per due o Un piedipiatti a Beverly Hills, e li paragoniamo a opere terribilmente superficiali come i recenti successi de La casa dei fantasmi o Norbit, ecco che la figura di Murphy non può che uscirne notevolmente ridimensionata.



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