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I Mercenari - The Expendables

USCITA CINEMA: 01/09/2010

The Karate Kid - La leggenda continua

USCITA CINEMA: 03/09/2010

shrek e vissero felici e contenti

USCITA CINEMA: 25/08/2010

letters to juliet

USCITA CINEMA: 25/08/2010

Nightmare

USCITA CINEMA: 25/08/2010

Sansone

USCITA CINEMA: 13/08/2010

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La Horde - la recensione

Gli zombie, al cinema, da Romero in avanti, sono sinonimo di politica: spesso e volentieri anche nelle loro declinazioni apparentemente meno impegnate. Non fa eccezione questo La Horde, in arrivo dalla Francia, un manifesto rabbioso e sparato in faccia allo spettatore che sfoga tutta la sua ira nichilista sulla situazione contemporanea nella corrispondenza tra stile formale e contenuto.


The American, la recensione del film con George Clooney

Sotto l’abito da thriller che indossa, uno dal taglio classico e un po’ anonimo già visto su tanti prodotti analoghi, The American nasconde un corpo - e un cuore, freddo – martoriato da una passione silente e autoimposta. È, insomma, una storia su una redenzione (im)possibile, quella di un killer che non sa e non può vivere e (non) cerca di sfuggire a un destino che lo bracca e di cui è cosciente.




Nightmare - la recensione

26 anni dopo il primo film della serie, l’epocale A Nightmare on Elm Street di Wes Craven, e 7 anni dopo l’ibrido Freddy vs. Jason, torna sullo schermo Freddy Kruger, l’Uomo Nero per eccellenza del cinema dell’orrore. Lo fa, come consuetudine di questi tempi, con un remake/reboot, dettato dalla voglia di capitalizzare su un filone sempre redditizio, spendendo poco e incassando tanto. E finora a Michael Bay e alla sua Platinum Dunes, c’è da dire, il progetto di acquistare i diritti dei caposaldi dell’horror anni Settanta e Ottanta che i registi dell’epoca non si erano assicurati (e che oggi amaramente rimpiangono) ha fruttato davvero molto. Questo suo Nightmare, con un budget dichiarato di 35 milioni di dollari, ne ha già incassati oltre 110 milioni. Il delitto insomma paga bene, potremmo dire con una facile battuta. Tanto che c’è già in preparazione un sequel.


Letters to Juliet - la recensione

È curioso come ci si accorga della faciloneria e dell’approssimazione di Hollywood nel descrivere le realtà al di fuori dei confini degli Stati Uniti d’America solo quando riguardano il nostro paese.
Eppure non dovrebbe sorprendere che il racconto e lo sguardo sull’Italia di un film come Letters to Juliet sia letteralmente cartolinesco: un insieme di splendide vedute su terre e città, una compilation di (veri) stereotipi turistici che toccano luoghi e persone, all’insegna di un Bel Paese folkloristico e idealizzato che è quello che regna sovrano nell’immaginario d’oltreoceano.


L'apprendista stregone - la recensione

C'è una scena emblematica per capire un film come L'apprendista stregone. In essa Jay Baruchel, attendendo l'arrivo della sua bella, decide di lanciare un incantesimo su scope e ramazze per pulire il suo laboratorio senza faticare.
L'inserimento di una citazione esplicita del cortometraggio con Topolino in Fantasia, che presta anche il titolo al film, sveglia lo spettatore assuefatto alla marea di adattamenti che Hollywood ci propone negli ultimi tempi e che ci proporrà ancora a lungo. Fino a quella scena potevamo anche, in preda a una distrazione tutto sommato connaturata al consumo di un sano cinema pop-corn, dare per scontato che la vicenda raccontata potesse essere legittimamente ricondotta alla fonte originaria.

Iron man 2 - la recensione

La prima impressione - per via del suo inizio in medias res, per il ritmo decisamente più elevato, per la riduzione al minimo indispensabile dei riferimenti alla situazione socio-politica internazionale e la massimizzazione degli elementi fanta-spettacolari – è che Iron Man 2 sia un film decisamente più fumettistico e scanzonato del suo predecessore, che già abbracciava in pieno e senza remore la sua natura di grande blockbuster d’azione. Insomma, l’apparenza sembrerebbe indicare che in questo sequel l’aspetto ludico sia indubbiamente prevalente su tutti gli altri: e a ben vedere è difficilmente negabile che le cose stiano effettivamente così, nonostante vada anche riconosciuto che all’aumentare del ritmo sia aumentata – come spesso accade ad Hollywood – anche la ripetitività del tutto.


I gatti persiani - la recensione

Qualcosa sta cambiando, nel cinema iraniano. Per fortuna. Ne avevamo preso atto con il The Hunter di Rafi Pitts visto a Berlino e ora ne abbiamo ulteriore conferma con il nuovo film di Bahman Ghobadi, già vincitore di un premio nella sezione Un certain regard a Cannes 2009 e segnalato tra i migliori film della stagione dai Cahiers du Cinema.


avatar la recensione

Nelle sue tante superfici, così come nelle sue abyssali profondità (non solo di campo), Avatar è esattamente il film che ci si poteva aspettare da James Cameron. Un film che conferma e perpetra all’infinito quella forse da sempre, ma perlomeno fin dai tempi immediatamente successivi a Aliens è la chiarissima ide(ologi)a di cinema del canadese: un cinema fatto di “vere bugie”, titanico, un cinema dove lo spettacolo è sovrano nel senso più ampio e (post) industriale del termine, improntato ad un iper-positivismo e ad un determinismo tecnologico al quale tutto è destinato a soccombere, dentro e fuori lo schermo. Uno schermo che è attore e protagonista ancor più delle figure che vi si agitano all’interno.