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Dragonball Evolution: intervista a Emmy Rossum

Vi presentiamo una lunga intervista a Emmy Rossum, la giovane attrice che ricordiamo nel ruolo di Katie in Mystic River e in quello di Laura in The Day After Tomorrow. Emmy affianca il protagonista maschile Justin Chatwin nell'atteso Dragonball Evolution in cui interpreta il ruolo di Bulma.
D: Com’è stato andare in Messico per realizzare questo film basato su un manga popolarissimo?
R: E’
stato incredibilmente eccitante e anche un po’ inquietante all’inizio,
sapendo quanto i fan adorino questo manga. Allo stesso tempo, questo ci
ha fornito un obiettivo reale, perché noi raccontavamo una storia che
molte persone volevano vedere. Io interpreto Bulma, che è intelligente
e decisa, una donna che si eccita facilmente, così come è portata ad
annoiarsi. Penso che sia molto divertente da incarnare ed ero veramente
eccitata dal personaggio. E’ una donna forte, potente, sicura,
impertinente e decisamente sexy.
D: Lei ha una carriera impressionante, non è vero?
R:
Bulma è una scienziata notevole che lavora alla Capsule Corporation,
una società diretta da suo padre. Bulma è chiaramente la ragazza più
intelligente del mondo e lei non ha timore di dichiararlo apertamente a
tutti. Lei crede onestamente di poter fare qualsiasi cosa meglio degli
altri. Sentire una persona reale dire una cosa del genere è
assolutamente ridicolo, quindi penso che sia questo che generi la
comicità del ruolo. Nel manga, è pazza per i ragazzi, una
caratteristica che in parte conserva anche nel film. E’ per questo che
è così interessante. E’ divertente vedere una ragazza incredibilmente
intelligente e ben addestrata all’uso delle armi, ma completamente
ossessionata dai ragazzi. Penso che sia una combinazione fantastica,
che la rende una personalità interessante con tanti contrasti.
D: Qual è il rapporto di Bulma con Goku, interpretato da Justin Chatwin, e con il personaggio di Chow Yun-Fat, Muten?
R:
Il mio rapporto con Justin Chatwin è come quello tra fratello e sorella
e quindi comprende anche una certa dose di discussioni familiari. E’
veramente divertente. Buona parte della mia comicità dipende dal
rapporto con Muten (Chow Yun-Fat). E’ un vecchio eccentrico, ma molto
saggio e divertente. Noi abbiamo un rapporto simile a quello che i
personaggi vivono nel manga. I protagonisti sono tutti impegnati in
questa notevole avventura per trovare le sfere del drago, ognuno con le
proprie ragioni personali, ma poi scoprono che c’è un grosso pericolo
per il mondo e che stanno fronteggiando un nemico reale, Piccolo.
Devono modificare i loro scopi, che in origine erano piuttosto egoisti.
D: In cosa consiste il viaggio di Bulma?
R:
Nel manga, lei cerca le sfere del drago perché trovandole potrà veder
esaudito un desiderio, che nel suo caso è quello di avere un ragazzo
perfetto. Nel nostro film lei vuole trovare tutte le sfere del drago
perché ritiene che unendole, potrà dare origine a una fonte di
elettricità senza limiti e sarà in grado di fornire energia a tutto il
mondo. E’ una scienziata e un’inventrice incredibile, un genio
assoluto.
D: Lei ha un’importante formazione
accademica, avendo studiato per un po’ alla Columbia University. Così,
dovrebbe avere delle buone basi per interpretare questa giovane donna
brillante…
R: Sì, sono portata verso le scienze e lo
studio e a scuola ero bravissima in matematica. Stranamente, non ero
così brillante in letteratura inglese, cosa che non ha senso perché ora
sono molto creativa, compongo canzoni e recito. Ritengo che Bulma sia
molto più simile a me di quanto mi piaccia ammettere. Entrambe siamo
delle persone che puntano in alto. Ma all’università ho scoperto,
mentre studiavo inglese e francese, che ci sono tante persone
intelligentissime. Ci saranno sempre centinaia di individui più
brillanti di te.
D: Tornerà al college?
R:
Non so, non l’ho terminato e per tanti motivi mi piacerebbe farlo, ma
forse no, perché ritengo che l’istruzione prosegua anche fuori dal
college. Per esempio, quando ero a Durango, in Messico, per realizzare
questo film, ho imparato molte cose sulla cultura, le ricette e la
storia, così come ho studiato la loro architettura. Sono veramente
fortunata ad avere un lavoro che mi permette di viaggiare in tutto il
mondo. Io imparo tante cose su culture differenti e la storia dovunque
vada. E’ un tipo di apprendimento molto più viscerale di quello che si
ha nel college, quando, per esempio, ti trovi in Egitto a vedere le
Piramidi.
D: Quali sono state le sfide maggiori del film per lei?
R:
Io dovevo essere più forte possibile. L’aspetto fisico del ruolo era
impressionante. Dovevo imparare come guidare una motocicletta senza
uccidere nel frattempo Justin Chatwin e condurre una Spyder, una moto a
tre ruote, due davanti e una dietro. E’ stato fantastico.
D: Quant’azione c’era per lei in questo ruolo?
R: C’era tantissima azione. Anche se Bulma nel manga originale non è la combattente più brava, era molto importante per Jim Wong,
il nostro regista, che io fornissi chiaramente la sensazione di essere
una guerriera. E devo dire che diventare una guerriera per il ruolo mi
ha veramente cambiato. Non è una cosa che si può fingere, cambia il
modo in cui cammini, pensi e parli. Questa forza è chiara in ogni
piccolo gesto che fai. Così, abbiamo affrontato un rigoroso programma
di addestramento. Tutto il cast si è allenato in gruppo con dei
professionisti degli stunt, che lavorano per la società 87Eleven. Siamo
diventati veramente forti e fare tutto questo insieme ci ha reso un
gruppo unito di veri guerrieri.
D: Cosa ha imparato?
R:
Ho dovuto imparare il tai chi e personalmente mi sono addestrata con i
marines per sparare. Il mio personaggio è esperta di armi, quindi avevo
tre pistole. Sono andata in un poligono di tiro con i ragazzi ed è
stato veramente fantastico, nonostante nella realtà io sia
assolutamente contraria a ogni tipo di violenza. Ma mi è piaciuto tirar
fuori il mio lato maschile. Oltre a imparare ad andare in motocicletta,
dovevo anche sparare, con una mano impegnata a guidare e l’altra a
sparare.
D: Quanta sicurezza le ha fornito questo allenamento?
R:
Mi ha fatto sentire molto potente. E’ stata una grande sfida, ma anche
molto eccitante. Quale altro lavoro c’è, se non essere una guardia del
corpo o stare nell’esercito o nei marine, dove puoi imparare a sparare
e guidare una moto?
D: Ci sono stati dei momenti in cui ha avuto paura?
R:
C’era una scena con una macchina che vola, una delle invenzioni di
Bulma per la Capsule. Era un Hummer modificato, decisamente militare
all’interno, con degli spigoli fatti di acciaio, così tutti ci siamo
feriti alla braccia. Dovevamo girare una sequenza in cui cado dalla
macchina e qualcuno tenta di salvarmi. Ho preso diverse botte e le mie
costole erano piene di lividi. Ma non mi posso proprio lamentare, è
stata un’esperienza fantastica. Io per lavoro pendo da una macchina
volante, è fantastico. Posso far finta di essere questo folle
personaggio divertente. E’ proprio uno spasso.
D: Qual è il suo aspetto nei panni di Bulma?
R:
Ho i capelli blu e sono veramente elegante, perché Bulma si preoccupa
molto del suo aspetto. Lei indossa sempre abiti firmati e io avevo una
tuta in lattice, che è anche un completo da guerriera, estremamente
rigida, con dei grandi stivali da combattimento. E’ stato veramente
divertente avere quell’aspetto e usare la mia immaginazione per
diventare Bulma.
D: Come si sente nel rappresentare
un’importante pin up su Internet per i maschi adolescenti che adorano
il suo personaggio e la vera Emmy Rossum?
R: E’ fantastico, veramente un piacere. La
speranza è che io potrò godermi il fatto di essere sexy per i prossimi
quindici anni della mia vita. Se i ragazzi pensano che io sia tale, mi
godrò questa sensazione il più possibile.
D: Qual è stata la cosa più interessante per lei nella realizzazione di questo film?
R:
E’ stato straordinario far parte di questa pellicola, che è basata su
una serie di enorme successo. E’ una cosa che le persone sono eccitate
di vedere, divertente e pieno di avventure. Un film è per sempre,
quindi io un giorno sarò in grado di mostrarlo ai miei figli, così come
la gente potrà farlo vedere ai loro ragazzi. Penso che sia fantastico
far parte di una pellicola come questa, completamente diversa da tutto
quello che ho fatto in passato.
D: Lei ha sempre un aspetto magnifico. Ha una grande fiducia a questo proposito?
R:
Non più di ogni altra ragazza. Penso che ogni ragazza abbia dei giorni
in cui si sente bene e altri in cui è giù. Ci sono delle giornate in
cui non voglio togliermi il pigiama. Ma per quanto riguarda la dieta e
il fitness, io cerco di mantenermi in salute, sebbene la scorsa notte
abbia mangiato del cioccolato, che era talmente buono che non riuscivo
a fermarmi, un bel problema. Ma di solito faccio molti esercizi e
mangio proteine e verdure.
D: Ora che non è impegnata con l’intensità delle arti marziali, come si mantiene in forma?
R:
Ballo e mi piace correre, un momento in cui ascolto il mio IPod e
nessuno può infastidirmi. Io corro fuori o sul mio tapis roulant.
D: Può parlarci del suo stile di abbigliamento?
R:
Per la vita di tutti i giorni amo indossare delle cose accessibili e
semplici acquistate nei negozi come H & M e Top Shop. Io posso
anche ordinare sul sito di Top Shop. Amo i jeans della Privacy e di
Paige Premium Denim. Per gli eventi del red carpet, non dobbiamo
comprare i vestiti, ma li prendiamo a noleggio, una cosa molto
divertente. Io amo Chanel, Dior, Valentino, Badgley Mischka, Versace,
Dolce e Gabbana, è come essere Cenerentola. Ti devi vestire e poi
l’abito torna a casa a mezzanotte, mentre tu ti trasformi in una zucca.
Ma è veramente eccitante. E’ un piacere indossare dei vestiti così
belli.
D: Le piace vivere a Los Angeles dopo essere cresciuta sulla Costa Est?
R:
Sono dei luoghi assolutamente diversi e io non sono un’amante del sole.
Per quanto possa amare il tempo di Los Angeles, adoro la pioggia,
apprezzo molto New York e l’Inghilterra, amo la nebbia, perché c’è
qualcosa di veramente romantico e d’atmosfera in questo tipo di tempo
che ti fornisce la possibilità di essere romantica. Io mi sento sempre
in colpa ad essere triste a Los Angeles, perché tutti sono sempre
felici col sole. Ma amo anche Los Angeles e le attività all’aperto.
Puoi guidare per un’ora a nord e andare a sciare o fare snowboard sulle
montagne del Big Bear o recarti a Malibu per fare surf. Ci sono più
opportunità per le attività all’aperto a Los Angeles di quello che
avviene a Manhattan, ma io adoro entrambi questi posti.
D: Qual è il suo approccio alla fama e alla celebrità?
R:
Non lo trovo per nulla semplice. Ritengo che tutti quelli che dicono
‘voglio essere famoso, è magnifico’ siano dei pazzi o dei bugiardi. E’
un po’ strano, anche perché nell’accezione corrente di celebrità, puoi
essere conosciuto per qualsiasi cosa, che sia la pornografia, essere
una modella o la presentatrice di un programma di cucina. Poi, l’altro
lato della medaglia è che puoi essere famosa perché sei un’attrice
fantastica come Nicole Kidman o Brenda Blethyn. Penso che l’idea
attuale di celebrità sia molto diversa da quella che esisteva quando
sono cresciuta. Io da piccola andavo matta per Olivia De Havilland e
Grace Kelly.
D: E’ interessante che queste fossero le sue attrici preferite quando cresceva…
R:
Mia madre mi ha avuta quando aveva 39 anni e ora ne ha 62. Non era una
giovane madre, così mi ha mostrato delle pellicole che amava e che
aveva visto quando era piccola. Sono cresciuta osservando i film con
Shirley Temple e altri classici. La mia idea della notorietà è qualcosa
di molto glamour e distante, delle stelle che non incontri mai e che
fanno cose irraggiungibili. Ora invece possiamo vedere delle persone
famose a Starbucks. Penso che sia molto piacevole ed eccitante quando
le persone vengono da me e mi dicono che hanno apprezzato un film che
ho fatto o una canzone che ho scritto. E’ magnifico, ma penso comunque
che la notorietà sia qualcosa di strano.
D: Quanto è ambiziosa e decisa?
R:
Io sono decisa e penso che dipenda dal bisogno di sopravvivere. Non
avevo molto quando sono cresciuta, perché mia madre era una donna
single. E’ una fotografa e quando avevo dodici o tredici anni, lei si è
fatta male lavorando. Dopo aver viaggiato molto, è scesa da un aereo
con una protezione per il collo e non è riuscita a lavorare per anni,
quindi io ho immediatamente detto che, anche se avevo solo 13 anni,
eravamo due persone in questa famiglia e io avrei lavorato e sostenuto
la mia famiglia. Così, l’ho fatto e penso che sia così che è nata la
mia determinazione. Questa esperienza mi ha reso forte. Mia madre è una
grande ispirazione per me. Noi abbiamo vissuto molte avversità in un
appartamento che era rappresentato da una stanza da letto, ma siamo
sopravvissute e lei è stata magnifica. Era molto rigida e amorevole con
me e io ho vissuto un’infanzia meravigliosa. Noi siamo ancora molto
legate.
D: Lei ha lavorato con dei registi importanti. Quali sono stati i momenti più importanti per lei a questo riguardo?
R:
Mystic River e Il fantasma dell’opera sono state esperienze
fantastiche. Non sarei dove sono adesso se questi registi non si
fossero presi un rischio con me. Clint Eastwood
è stato meraviglioso. Solo da poco ho accettato di chiamarlo Clint,
visto che finora lo avevo sempre chiamato Signor Eastwood. Lui
continuava a correggermi e mi diceva “no, solo Clint”. Lo ammiro
tantissimo. E’ difficile non essere in soggezione con una persona così
talentuosa e che è alto quasi due metri. E’ una sorta di gigante
gentile, un uomo fantastico, un benefattore e un musicista fantastico.
Lui interpreta anche una canzone alla fine del suo ultimo film, Gran Torino. Ha composto tutte le musiche di Mystic River ed è anche un fantastico musicista jazz.
D: Ha cantato con lui?
R:
Io ero talmente in soggezione nei suoi confronti che non mi sono spinta
fino a quel punto. Io mi sentivo intimidita anche solo per il fatto di
stare su quel set.
D: Lei ha tanti talenti variegati. Quanto è importante cantare in questo momento della sua vita?
R:
Io sono molto concentrata sul comporre musica e cantare. Proprio ora
sto realizzando un secondo album ed è un modo magnifico di esprimere se
stessi.
D: Lei ha una grande disciplina. Riesce a rilassarsi e ad avere del tempo libero?
R:
Rilassarsi per me significa più stare a casa la sera che uscire. Ma se
vado fuori, amo il bowling, il karaoke o cavalcare. Io amo cucinare e
la scorsa sera ho fatto dei fantastici muffin alla ciliegia. Cucinare è
un modo artistico di esprimersi.
D: Quali sono i suoi sogni?
R:
Ora sono molto più aperta a tutto. Non ho un piano, ma amo fare quello
che cattura la mia immaginazione. Per prima cosa, ovviamente, devo fare
un provino e ottenere le parti che voglio. Penso che avere dei sogni
sia fantastico, ma se sono troppo precisi rischi di chiuderti in una
gabbia e non poter sfruttare delle nuove opportunità. Io sono
interessata al teatro, alla televisione, a diversi tipi di film, alla
beneficenza e a tante altre cose. Io voglio partecipare a dei progetti
a cui sono interessata, procurarmi il cibo da mettere in tavola e
quello per i miei cani.
D: Che cani possiede?
R:
Ho un chihuahua chiamato Sugar, bianco con delle macchine nere, così
come un Yorkshire Terrier che pesa meno di due chili e si chiama
Cinnamon.
D: Altri obiettivi?
R:
In futuro mi piacerebbe avere una famiglia. Crescendo, la mia piccola
famiglia è stata una grande fonte di forza e felicità per me, anche se
si trattava semplicemente di me e di mia madre. Ma io ho sempre voluto
creare quello che avevo in mente, una famiglia più tradizionale, con
uno steccato bianco, una madre e un padre, due ragazzi e un golden
retriever. Non so quanto sia realistico, in quest’epoca, o se sia
necessario. Forse non lo è, chi lo sa, ma è il mio sogno

