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Feisbum: parlano gli autori

Quando una moda diventa mania e un’abitudine si trasforma in un fenomeno sociale, è lecito che giornali, libri e film ne parlino, cercando di spiegarne cause e conseguenze. E’ successo anche con Facebook, diventato oggetto di analisi di Feisbum, “instant movie” articolato in cinque pillole e otto episodi. “Ad avere l’idea è stato il produttore Marco Scaffardi” – ci ha raccontato Serafino Murri, coordinatore del progetto e regista dell’episodio Angelo Azzurro Reloaded. “Un giorno mi ha telefonato e mi ha detto: ormai Facebook ha raggiunto i nove milioni di utenti, dobbiamo assolutamente dedicargli un film. Così abbiamo pensato a un film a più mani, da girare in pochi giorni, che esplorasse non tanto le ragioni del fenomeno, quanto piuttosto cosa pensano e come vivono gli italiani iscritti a Facebook. Ci siamo visti e abbiamo messo in comune le nostre esperienze a riguardo e quelle dei nostri conoscenti: c’era materiale per moltissimi film."
Serafino Murri, che oltre a fare il regista è un critico cinematografico, appartiene alla categoria di utenti che su Facebook mettono quasi quotidianamente i loro pensieri, le loro fotografie e i loro video. “Credo siano molto più inquietanti coloro che non parlano mai di sé, preferendo frugare nelle vite degli altri e leggendo magari tutti i profili. Poi ci sono quelli che si inventano un’identità, ma in fondo è una cosa che facciamo tutti: renderci migliori agli occhi degli altri. Chi di noi non ha un Mr. Hyde? La grande piazza di Facebook, che ha sostituto quella del dibattito politico dei decenni passati, è una tentazione a cui è difficile resistere”. Del suo episodio, interpretato da Giorgio Colangeli, Mita Medici e Alessia Barela, ha detto: “Volevo raccontare i percorsi mentali di un professore di cinema, che fra l’altro è ispirato a una persona che conosco bene, che cede al voyeurismo di Facebook. E’ un po’ esibizionista, ha fatto il ’68 e per non sentirsi vecchio si lancia in una notte folle con una giovane “suicide girl” e aspirante attrice. Paradossalmente, a ringiovanirlo sarà l’incontro con un’ex compagna di scuola. La realtà vera, insomma, è più efficace di quella virtuale, che diventa molto poco affascinante nel momento in cui la facciamo entrare nella nostra esistenza”.
I registi degli altri episodi di Feisbum, e cioè Mauro Mancini, Laura Luchetti, Giancarlo Rolandi, Dino Giarrusso, Emanuela Sana e Alessandro Capone sono tutti più o meno Facebook-addicted e giurano che le cose raccontate sono successe realmente. “Il personaggio di Nicola del segmento Jessica e Nicola” – ha spiegato Mauro Mancini – “è un tipo che esiste per davvero. E’ su Facebook e si definisce ‘un amante fantastico in chat’. Non si sa se sia un uomo o una donna, anche se alcuni sono certi che si tratti di un uomo”. Laura Luchetti, che in Finché morte non ci separiFeisbum mostra un marito e una moglie che si uccidono per colpa di Facebook, ha detto che in Sicilia un marito assassinato la moglie perché passava troppo tempo a chattare.
Dei moltissimi interpreti di , sono iscritti a Facebook Corrado Fortuna, Daniele De Angelis, Massimiliano Bruno, e Chiara Francini. “Più che gli incontri online” – ha raccontato Corrado Fortuna, protagonista dell’episodio Maleddetto Tag – “mi piacciono i computer. Mi sono subito iscritto a Facebook e, preso dall’entusiasmo, ho accettato la richiesta di amicizia di centinaia di persone”. Massimiliano Bruno, seduttore in camperos di Jessica e Nicola, ha ammesso invece di aver usato la rete per rimorchiare e, da sceneggiatore, ha amato i dialoghi, le situazioni e il ritmo del film”.
Spumeggiante nella parte iniziale, meno appassionante negli ultimi episodi, Feisbum ci regala due storie divertentissime: Siempre e Manuel è a Mogadiscio. Nella seconda, un uomo silenzioso che vive con la madre si spaccia per un fusto che vive a Mogadiscio e truffa povere ragazze adescate online. Lo interpreta Andrea Sartoretti, che ha definito il personaggio “un piccione con il cervello di un polipo”. “La nostra società è piena di uomini così” – ha precisato – “che si inventano e costruiscono meticolosamente un alter-ego per avere soldi facili. Facebook non mi interessa. Non lo critico e non lo demonizzo, semplicemente è un modo di fare amicizia in cui non mi riconosco. L’hanno inventato gli americani, un popolo che, viaggiando e spostandosi di continuo, lo usa per mantenere contatti o trovare lavoro. Noi italiani siamo stanziali e con uno strumento così finiamo per mettere in piazza le nostre vite o recuperare persone che abbiamo consapevolmente tagliato fori per un milione di ragioni”.
In Siempre, infine, un adolescente che occupa la scuola insieme ai compagni di classe fa uno scherzo alla fidanzata “inventandosi” un australiano mozzafiato. “Sono cose che capitano di frequente” – ha commentato Daniele De Angelis, a cui abbiamo chiesto se i giovani di oggi siano tutti come quelli raccontati nell’episodio, e cioè poco interessati alla politica e persi nelle amicizie in rete e nei videogame. “Assolutamente no” – è stata la sua risposta. “Molti di noi sono impegnati socialmente e hanno una coscienza politica. Lo dimostrano le proteste di quest’anno contro la Gelmini. Quando vogliamo, noi ragazzi ci mobilitiamo. Quanto alla Playstation, magari fosse esistita anche nel ’68, i giovani dell’epoca ci si sarebbero divertiti un mondo”.

