film
Far East Film Fest anno undicesimo: un resoconto

Con l'apertura dei maggiori festival europei alla cinematografia orientale, il Far East Film di Udine ha in qualche modo vista ridimensionata larga parte della sua centralità nel presentare al pubblico italiano e non solo la grande offerta di cinema proveniente dall'Est più lontano. Cannes, Berlino e soprattutto Venezia, da quando è direttore Marco Müller, hanno pian piano "invaso" la fetta di mercato festivaliero che Udine si era abilmente ritagliata, confinandogli senza dubbio almeno la mole gigantesca di opere che riusciva a presentare negli anni precedenti.
Eppure il Far East Film continua, giunto ormai alla sua XI edizione, a mantenere una peculiarità specifica che lo rende ancora assolutamente degno di attenzione, e cioè la varietà che il cartellone propone. Se le rassegne sopra citate tendono per ovvii e vari motivi a cercare principalmente il cinema orientale più "alto", fatto di nomi già affermati a livello internazionale, Udine invece continua ad essere molto attenta al possibile lancio di nuovi talenti, ma soprattutto alla ricerca di buon cinema sia nella fascia più autoriale che in quella commerciale, orientata secondo i vari generi cinematografici al grande pubblico.
Esempio molto calzante di quest'ultima tendenza sono due pellicole presentate nella seconda parte del programma: l'hongkonghese Tactical Unit: Comrades in Arms di Law Wing-cheong (anteprima europea), secondo spin-off di quel piccolo grande capolavoro che è PTU di Johnnie To, dimostra ad esempio come il cinema di intrattenimento non ha bisogno di grandi budget più di quanto ne abbia di idee; girato quasi interamente in un piccolo pezzo di foresta, il film riesce ulteriormente a ribadire come un prodotto basato su una sceneggiatura "aperta" non necessariamente debba essere narrativamente sciolto o non concluso. Sempre nell'ambito del cinema di genere, ma muovendosi su ben altri sforzi produttivi, il sudcoreano The Good, the Bad, the Weird di Kim Jee-woon (anteprima italiana) è poi un omaggio scanzonato e virtuosistico al capolavoro di Sergio Leone, rivisitato in chiave orientale con una sorprendente dose di vitalità estetica, che mescola con scioltezza il pulp più spinto di questi anni ad una vena comica perfettamente calibrata.
Nella fascia di prodotti sicuramente più autoriali si sono segnalati invece cineasti in grado di affascinare la platea con opere ricche di spunti di dibattito e di poesia cinematografica; oltre alla sorpresa Departures del giapponese Yojiro Takita, premio Oscar 2009 per il film straniero ed alla fine trionfatore di questa edizione del Far East Film, a conquistare la kermesse friulana è stato anche il magnetico The Forbidden Door, esordio alla regia dello sceneggiatore indonesiano Joko Anwar, favola radicalmente dark che mescola horror, sentimento ed esplicite reminescenze lynchiane: un film dalla potenza visiva ed evocativa davvero penetrante, che meriterebbe una distribuzione nelle nostre sale. Altra pellicola degna di attenzione è il film-fiume Love Exposure del nipponico Sono Sion, quasi quattro ore di durata per raccontare i fanatismi religiosi del Giappone contemporaneo attraverso la lente deformante della farsa grottesca e surreale; un'opera non certo facile a cui accostarsi, ma capace di scuotere il gusto del pubblico con provocazioni visive e narrative di sicuro effetto.
Il vero "piatto forte" di quest'anno è stata però l'ultima portata, quella di sabato 2 maggio, e cioè l'attesissimo e già cult Yatterman, riduzione cinematografica dell'omonimo cartone animato degli anni '70, portata sul grande schermo dal genio visionario di Miike Takashi, cineasta da sempre apprezzato ad Udine. Il suo film ha coinvolto la platea come raramente si è visto negli anni passati, proponendole uno spettacolo visivamente funambolico e molto attento a rispettare il tono stralunato ed impagabile dell'originale. Yatterman ha chiuso in bellezza un'edizione del Far East Film degna di essere ricordata, capace di proporre agli spettatori una visione variegata ed esaustiva di quanto la cinematografia dell'Estremo Oriente sappia in questo momento produrre.

