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Transformers 2: la conferenza stampa di Londra

Si è tenuta nello storico Hotel Claridges la conferenza stampa di presentazione di Transformers 2: la vendetta del Caduto alla stampa internazionale. Presenti: Michael Bay, i protagonisti del film Shia LaBeouf e Megan Fox, e un divertitissimo John Turturro. Puntualissimi, poco sorridenti all’inizio (c’è già chi mormora che tra Megan Fox e Michael Bay il rapporto non sia stato idilliaco), a tirare fuori qualche risata è stato Shia LaBeouf raccontando le sue disavventure sul set, e John Turturro.
La prima domanda è sulle locations del film: Egitto e Giordania, risponde Michael Bay: “sarebbe stato molto piacevole girare tutto il film in Egitto,ma per vari motivi questo non è stato possibile. La situazione più difficile l’abbiamo sperimentata a Petra,con una scena in cui erano presenti 36 elicotteri”. “Non è che avete distrutto qualche cosa?” chiede il moderatore, Jason Solomon: “No,assolutamente”, replica Bay, “però dovresti chiedere a John, lui si che ha scalato una piramide!” “Come no!” risponde John Turturro, “e con me altri dieci stunts e ad ogni gradino davo una spolveratina a quella polvere millenaria!”.
A Shia LaBeouf viene chiesto del suo incidente sul set, se si sia davvero ferito. Lui prima di rispondere manda una simpatica occhiataccia all’indirizzo del regista che fa spallucce: “ferito è poco, ho rischiato di perdere un occhio. E tanto così dal rimanere cieco,ma a parte questo è andato tutto bene”. A Megan Fox che finora ha assistito senza battere ciglio le viene chiesto se ha dovuto imparare davvero a trafficare con i motori e a tenere degli attrezzi in mano. “No”, risponde lei,”Era tutto finto”. Ma poi ripresa sulla dichiarazione rilasciata in un’altra occasione alla stampa, e cioè sull’uso ricreativo che fa lei delle droghe, e del messaggio che manda ai suoi fans, si fa più seria e ci tiene a sottolineare che la sua non era una campagna promozionale all’uso delle droghe ma alla loro legalizzazione.
A chi gli chiedeva come siano cambiati in questi anni, non solo in termini anagrafici, ma anche di successo e di cachet, sia Shia LaBeouf che Megan Fox rispondono ridendo che questa volta la loro roulotte sul set era davvero enorme e molto confortevole, ma che girare comunque per cinque mesi ogni giorno tutto il giorno è stato molto molto faticoso. Aggiunge LaBeouf: “per me è come essere stato cinque mesi attaccato ad un aquilone, con altissimi,bassi,e faccia per terra”.
A chi gli chiede del perché della faccia di Obama in una sequenza e del riferimento alla febbre suina, Michael Bay risponde che il motivo risiede nel fatto che il film è stato completato da pochissimo e che quindi si volevano inserire dei riferimenti all’attualità; e anche perché ha saputo che Obama ama i suoi film: pertanto era una specie di omaggio. Megan Fox viene incalzata sui suoi rapporti non sempre facili con la stampa: "sembra proprio che ci odi, afferma provocatoriamente un giornalista. “No, affatto”, risponde lei calma e per nulla toccata dalla domanda, “è che durante le interviste io cerco sempre di essere onesta,di essere me stessa. Sono cresciuta leggendo e vedendo alla televisione interviste con attori e attrici che si vedeva lontano un miglio erano false e preparate e mi facevano schifo,e mi sono sempre ripromessa che non io non sarei stata così. Il problema sono i giornalisti che invece a quanto pare amano travisare le mie parole”.
A John Turturro viene chiesto che cosa ne pensi di questi film a grosso budget e con grossi effetti speciali visto che è nell’ambiente da un po’ e che cosa secondo lui sia cambiato a Hollywood negli anni. “Sono i film a medio budget che stanno scomparendo, non si fanno più pellicole che costano intorno ai 10, 20 milioni di dollari. Hollywood ora è interessata alle mega produzioni come questa o ai piccoli film indipendenti, questo davvero è l’unico cambiamento che vedo”.
Inevitabile la domanda a Michael Bay su un terzo film della serie, ma molto seraficamente lui risponde che questo film è stato talmente faticoso che prima di ricominciare a parlare di Transformers 3Transformers dovrà prima svuotarsi completamente la testa. Aggiunge però una cosa interessante: “sarà molto diverso quando accadrà. Con questo film abbiamo spinto i confini del precedente in modo davvero esagerato, era quello che volevamo. Un terzo sarà qualcosa di più oscuro, di completamente diverso”.
L’ultima domanda a Shia LaBeouf suscita l’ilarità generale. “Se potesse, in che cosa si trasformerebbe?”, gli chiede la malcapitata giornalista. “Oddio,sono anni che mi fanno la stessa domanda, la subisco sempre e ovunque, e ora sa che le dico? Che se potessi mi trasformerei in una bella risposta!”

