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I Love Radio Rock - interviste esclusive in anteprima

I Love Radio Rock è lontanamente ispirato alla vera storia di Radio Caroline, una radio privata che nell'era della Swinging London trasmetteva musica rock dal largo del mare del Nord, facendo sognare milioni di persone. Interpretato tra gli altri da Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Rhys Ifans e Kenneth Branagh, il film è una celebrazione della musica, di quel tempo che fu, di tutto quello che era proibito, o faceva male o era illegale, tanto per parafrasare Oscar Wilde, ma senza nostalgie piagnucolose. Anzi, e qui riconosciamo la cifra stilistica di Richard Curtis, fatta di battute ironiche condite di sottile sarcasmo, sano cinismo e una goccia di raffinata crudeltà.
Intervistare Bill Nighy è un piacere che coinvolge la vista e l’udito: la prima per il suo impeccabile look, incorniciato dal famoso paio d’occhiali a montatura nera che ormai è diventato suo segno di riconoscimento, il secondo per il suono piacevolissimo all'orecchio del suo accento perfetto. Il suo ruolo è quello di Quentin,capitano di Radio Rock, pigmalione eccentrico e difensore delle libertà di tutti, e così cominciamo l’intervista con un: “E così è lei il protettore dell’arte dei dj!”. Lui sorride: “Sì, sono stato molto contento. Avevo già lavorato con Richard Curtis un paio di volte, ed ogni volta che lui ha una sceneggiatura, è entusiasmante. Questa non solo era bellissima, ma parlava di qualcosa che io ricordo. Ne valeva la pena solo per la colonna sonora, è una scusa spudorata per suonare tutti questi dischi che sono stati fatti in un anno, l’anno preferito di Richard, il 1967”. Gli chiediamo se ha contribuito con qualche pezzo da lui amato alla colonna sonora e ci risponde che : “Richard è ossessionato dal pop, e conosce tutto più di chiunque altro, ma anche io non sono da meno. Facevamo a gara per vedere chi era più bravo. Io sono un grande fan degli Stones, sono molto felice che Jumpin’ Jack Flash e Let’s
I Love Radio Rock è lontanamente ispirato alla vera storia di Radio Caroline, una radio privata che nell'era della Swinging London trasmetteva musica rock dal largo del mare del Nord, facendo sognare milioni di persone. Interpretato tra gli altri da Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Rhys Ifans e Kenneth Branagh, il film è una celebrazione della musica, di quel tempo che fu, di tutto quello che era proibito, o faceva male o era illegale, tanto per parafrasare Oscar Wilde, ma senza nostalgie piagnucolose. Anzi, e qui riconosciamo la cifra stilistica di Richard Curtis, fatta di battute ironiche condite di sottile sarcasmo, sano cinismo e una goccia di raffinata crudeltà.
Intervistare Bill Nighy è un piacere che coinvolge la vista e l’udito: la prima per il suo impeccabile look, incorniciato dal famoso paio d’occhiali a montatura nera che ormai è diventato suo segno di riconoscimento, il secondo per il suono piacevolissimo all'orecchio del suo accento perfetto. Il suo ruolo è quello di Quentin,capitano di Radio Rock, pigmalione eccentrico e difensore delle libertà di tutti, e così cominciamo l’intervista con un: “E così è lei il protettore dell’arte dei dj!”. Lui sorride: “Sì, sono stato molto contento. Avevo già lavorato con Richard Curtis un paio di volte, ed ogni volta che lui ha una sceneggiatura, è entusiasmante. Questa non solo era bellissima, ma parlava di qualcosa che io ricordo. Ne valeva la pena solo per la colonna sonora, è una scusa spudorata per suonare tutti questi dischi che sono stati fatti in un anno, l’anno preferito di Richard, il 1967”. Gli chiediamo se ha contribuito con qualche pezzo da lui amato alla colonna sonora e ci risponde che : “Richard è ossessionato dal pop, e conosce tutto più di chiunque altro, ma anche io non sono da meno. Facevamo a gara per vedere chi era più bravo. Io sono un grande fan degli Stones, sono molto felice che Jumpin’ Jack Flash e Let’s Spend the Night Together siano nel film. Sono anche un grande fan degli Who, e nel film ci sono Won’t Get Fooled Again e I Can See For Miles. Mi piace anche il soul, mi piacciono i dischi della Stax Records, della Atlantic Records, della Tamla Motown Records, di Marvin Gaye, Aretha Franklin, Otis Redding, questi geni indiscutibili, mi piace il ritmo del blues”. Alla fine dell’intervista vuole sapere da quale città italiana proveniamo e alla risposta Roma, gli si illuminano gli occhi raccontandoci di una meravigliosa notte passata all’Hotel Hassler di Trinità dei Monti. E ovviamente non chiediamo altri dettagli…
Passare a Rhys Ifans è uno shock. Almeno per noi il suo volto rimarrà legato (o almeno lo era fino a questo film…) al personaggio di Spike, lo strampalato coinquilino di Hugh Grant in Notting Hill. E invece in I Love Radio Rock Ifans interpreta Gavin, dj supersexy di Radio Rock che torna sulla nave dopo un tour negli States a base di sesso,droghe e rock’n’ roll, scatenando le gelosie del Conte, il personaggio di Philip Seymour Hoffman, con il quale avrà inzio una sfida accanita per la leadership di Radio Rock. Rhys Ifans piace tantissimo o repelle, alto e magro,voce pastosa, sorridente e gentile, look grunge studiato. Gli chiediamo se ha dovuto imparare a fare il dj e lui ci racconta che: “Fare il dj all'epoca era una cosa molto diversa, avevi il contatto diretto con la musica, ora premi dei pulsanti. Si tratta di imparare a fare così, ci vuole un po', ma una volta che hai imparato è elettrizzante. A differenza degli altri dj, che trasmettono all'intera nazione, Gavin trasmette per te e solo per te. Per questo volevo avere un rapporto più intimo con il microfono, quasi sessuale". Tra le altre cose gli chiediamo se ascolta la radio di solito e lui ci stupisce dichiarando che è un grandissimo fan: “Ascolto sempre la radio. Ogni volta che parto e vado in vacanza porto sempre con me una piccola radio, quella a transistor, mi piace proprio ascoltare quella qualità di suono, sulla spiaggia. So che accade molto anche in Italia.”
Dopodiché, incontriamo finalmente Kenneth Branagh. Finalmente perché il suo ruolo, quello di un cattivissimo ministro disposto a tutto pur di riuscire a chiudere le radio pirata e conquistare così un gradino in più nella scalata politica, è davvero uno spasso. Il personaggio di Branagh vede il male ovunque, figuriamoci in una barca ancorata al largo dove regnano l’anarchia, l’amore libero e droghe a go go. Per non parlare della musica rock, parola che non riesce nemmeno a pronunciare. A lui chiediamo un parere sulla politica del tempo, su quanto fosse distante dalla vita reale delle persone, e lui risponde: “Quello è stato un periodo straordinario nella vita della Gran Bretagna. Quando le radio pirata e la musica rock apparvero, alcune persone, come il mio personaggio, erano terrorizzate dal fatto che avrebbero potuto cambiare la società che conoscevano. Vedevano questa musica come qualcosa di alieno, che veniva da un altro pianeta, dagli Stati Uniti, e le diverse influenze incutevano timore."
I Love Radio Rock uscirà nelle sale italiane il 12 giugno e chi scrive gli augura il successo che si merita, soprattutto perché ci sembra il film adatto a risollevare un po’ gli animi e lo spirito da questi tempi cupi.
Spend the Night Together siano nel film. Sono anche un grande fan degli Who, e nel film ci sono Won’t Get Fooled Again e I Can See For Miles. Mi piace anche il soul, mi piacciono i dischi della Stax Records, della Atlantic Records, della Tamla Motown Records, di Marvin Gaye, Aretha Franklin, Otis Redding, questi geni indiscutibili, mi piace il ritmo del blues”. Alla fine dell’intervista vuole sapere da quale città italiana proveniamo e alla risposta Roma, gli si illuminano gli occhi raccontandoci di una meravigliosa notte passata all’Hotel Hassler di Trinità dei Monti. E ovviamente non chiediamo altri dettagli…
Passare a Rhys Ifans è uno shock. Almeno per noi il suo volto rimarrà legato (o almeno lo era fino a questo film…) al personaggio di Spike, lo strampalato coinquilino di Hugh Grant in Notting Hill. E invece in I Love Radio Rock Ifans interpreta Gavin, dj supersexy di Radio Rock che torna sulla nave dopo un tour negli States a base di sesso,droghe e rock’n’ roll, scatenando le gelosie del Conte, il personaggio di Philip Seymour Hoffman, con il quale avrà inzio una sfida accanita per la leadership di Radio Rock. Rhys Ifans piace tantissimo o repelle, alto e magro,voce pastosa, sorridente e gentile, look grunge studiato. Gli chiediamo se ha dovuto imparare a fare il dj e lui ci racconta che: “Fare il dj all'epoca era una cosa molto diversa, avevi il contatto diretto con la musica, ora premi dei pulsanti. Si tratta di imparare a fare così, ci vuole un po', ma una volta che hai imparato è elettrizzante. A differenza degli altri dj, che trasmettono all'intera nazione, Gavin trasmette per te e solo per te. Per questo volevo avere un rapporto più intimo con il microfono, quasi sessuale". Tra le altre cose gli chiediamo se ascolta la radio di solito e lui ci stupisce dichiarando che è un grandissimo fan: “Ascolto sempre la radio. Ogni volta che parto e vado in vacanza porto sempre con me una piccola radio, quella a transistor, mi piace proprio ascoltare quella qualità di suono, sulla spiaggia. So che accade molto anche in Italia.”
Dopodiché, incontriamo finalmente Kenneth Branagh. Finalmente perché il suo ruolo, quello di un cattivissimo ministro disposto a tutto pur di riuscire a chiudere le radio pirata e conquistare così un gradino in più nella scalata politica, è davvero uno spasso. Il personaggio di Branagh vede il male ovunque, figuriamoci in una barca ancorata al largo dove regnano l’anarchia, l’amore libero e droghe a go go. Per non parlare della musica rock, parola che non riesce nemmeno a pronunciare. A lui chiediamo un parere sulla politica del tempo, su quanto fosse distante dalla vita reale delle persone, e lui risponde: “Quello è stato un periodo straordinario nella vita della Gran Bretagna. Quando le radio pirata e la musica rock apparvero, alcune persone, come il mio personaggio, erano terrorizzate dal fatto che avrebbero potuto cambiare la società che conoscevano. Vedevano questa musica come qualcosa di alieno, che veniva da un altro pianeta, dagli Stati Uniti, e le diverse influenze incutevano timore."
I Love Radio Rock uscirà nelle sale italiane il 12 giugno e chi scrive gli augura il successo che si merita, soprattutto perché ci sembra il film adatto a risollevare un po’ gli animi e lo spirito da questi tempi cupi.

